Favori e assunzioni in cambio di voti per l’imminente campagna elettorale, ma nessun contatto con la cosca Maesano. E’ quanto deduce il giudice Tiziana Macrì nell’analizzare gli elementi a carico dell’ex assessore regionale alla Forestazione Dionisio Gallo, gli stessi elementi che l’hanno indotta, a conclusione del processo ‘Puma’ sulle vicende inerenti il villaggio Praialonga, a infliggergli 4 anni di reclusione per una serie di episodi di corruzione e voto di scambio, ma anche ad escludere l’accusa di associazione mafiosa e la stessa aggravante di aver agito con modalità mafiose.
[continua]
Archiviato in:Politica_EgemoniaCalabra , 'ndrangheta, cosca maesano, crotone, dionisio gallo, mafia, operazione puma, praialonga, vrenna